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Rinnovabili, assegnate alle Regioni le quote di produzione

Il DM attua il Decreto Rinnovabili Dlgs 28/2011 e ripartisce fra le Regioni e le Province di Trento e di Bolzano la quota minima di incremento dell’energia prodotta con fonti rinnovabili, necessaria per raggiungere l’obiettivo UE del 17% del consumo interno lordo entro il 2020.
Per la definizione delle quote spettanti a ciascuna Regione si è tenuto conto dell’attuale livello di produzione di energia da rinnovabili, dell’introduzione di obiettivi comunitari intermedi al 2012, 2014, 2016 e 2018 e di quanto previsto dal Piano di azione nazionale per lo sviluppo delle fonti rinnovabili (PAN) che definisce gli obiettivi nazionali al 2020.
In Valle d’Aosta è fissata la quota maggiore, il 52%, ma sarà facile raggiungerla perché ad oggi la regione è già al 51%; la Provincia di Bolzano dovrà passare dall’attuale 32,4% al 36,5%. Lo sforzo più consistente è richiesto alla Basilicata, che dall’attuale 7,9% di energia prodotta da rinnovabili, dovrà passare al 33% entro il 2020. il Molise invece dovrà salire dal 10,8% al 35%.
Per raggiungere tali obiettivi, le regioni potranno modificare i propri strumenti per il governo del territorio e per il sostegno all’innovazione nei settori produttivi con specifiche disposizioni a favore dell’efficienza energetica e delle rinnovabili.
Inoltre, poiché è prevedibile che la rapida crescita degli impianti di produzione a fonti rinnovabili incida sull’attuale assetto delle reti elettriche, le Regioni potranno sospendere i procedimenti di autorizzazione in corso, per mettere in sicurezza il sistema elettrico, se necessario.
Ad integrazione sviluppo delle rinnovabili, le Regioni dovranno impegnarsi per il contenimento dei consumi finali attraverso interventi: nei trasporti pubblici locali, negli edifici e nelle utenze pubbliche; azioni per la riduzione del traffico urbano; interventi per la riduzione dei consumi di energia elettrica nell’illuminazione pubblica e nel settore idrico; diffusione degli strumenti del finanziamento tramite terzi e dei servizi energetici; incentivazione dell’efficienza energetica.
Gli enti locali sono chiamati a semplificare le procedure relative alla costruzione e all’esercizio degli impianti di produzione da fonti rinnovabili; ad incentivare la produzione di energia da rinnovabili; ad organizzare programmi di formazione rivolti a gestori di utenze pubbliche, progettisti, piccole e medie imprese; a promuovere la realizzazione di reti di teleriscaldamento.
È previsto un sistema di monitoraggio e di verifica del raggiungimento degli obiettivi, coordinato dal Ministero dello sviluppo economico e sono definite le modalità di gestione dei casi di mancato raggiungimento degli obiettivi da parte del


Pubblicato in Gazzetta il decreto sul Burden Sharing che ripartisce tra le Regioni l’obiettivo del 17% fissato per il 2020print
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